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A Torino più di 300 denunce, tutte le scuse dei furbetti della quarantena

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Mille e più segnalazioni a Torino per chi esce di casa, oltre 300 denunce e un sacco di scuse usate dai furbetti della quarantena

A una decina di giorni dall’applicazione delle misure di contenimento del Coronavirus, sono migliaia le persone che ancora non rispettano i divieti di spostamento. E mentre il Governo sta varando nuovi provvedimenti e controlli più serrati, le forze dell’ordine dei vari Comuni stanno provvedendo a pattugliare strade e aree di passaggio.

Finora a Torino sono state un migliaio le persone fermate dalla polizia e 480 le autocertficazioni ritirate per future verifiche. Il numero di segnalazioni cresce a dismisura e sale anche il numero di denunce nei confronti di coloro che infrangono il DPCM. A Torino sono ben 300 i furbetti della quarantena che si sono beccati la denuncia penale per inosservanza dei provvedimento dell’Autorità. Imprescindibile per tutti coloro che non forniscono una motivazione valida per uscire di casa.

Tutte le scuse per uscire di casa

Tra le scuse più usate quelle dei cani “incontinenti” o degli amici a quattro zampe che devono per forza fare lunghe passeggiate prima di espellere i propri bisogni. Senza contare tutti i sedicenti appassionati di jogging e sport all’aria aperta. Poi c’è chi casca dal pero e afferma di non sapere delle nuove misure restrittive. Chi esce per controllare effettivamente che il bar sotto casa sia chiuso, chi va a casa di amici per bersi una birra e non lo considera violazione e chi semplicemente ammette di non voler seguire le regole imposte.

Sono solo alcune delle dichiarazioni raccolte dagli agenti di polizia che in questi giorni stanno fermando i cittadini trovati a girovagare per le strade senza alcun motivo valido.

“La realtà – spiega Luigi Mitola della questura di Torino – è che ogni scusa è buona per uscire, mai come in questi giorni si sono visti tanti atleti in giro per la città o tanti animali che necessitano di fare i bisogni in strada”.

Da inizio mese gli interventi sul territorio sono più che raddoppiati. Arrivavano a un centinaio al giorno, mentre adesso la media è di 220-240 fermi ogni giorno.

“C’è un controllo capillare del territorio – spiega Mitola – tutto il nostro personale è rientrato in servizio, rinunciando a ferie e permessi”. Solo ieri erano in giro 104 volanti divise nelle 24 ore della giornata. Più una ventina di pattuglie del reparto prevenzione crimine che hanno portato a un incremento del 30% della presenza di agenti in strada.

Tra le segnalazioni e le denunce di violazione della quarantena a Torino, figurano anche due esercizi pubblici che non rispettavano la distanza di sicurezza. E due locali rimasti aperti nonostante non rientrassero tra le categorie autorizzate.

Un dato positivo tuttavia esiste. “Le rapine si sono praticamente azzerate – conclude Merola – e i furti, fatta eccezione per qualche episodio che ha interessato auto in sosta o biciclette, sono diminuiti considerevolmente”.

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