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Coronavirus, il carcere per chi viola la quarantena: è “procurata epidemia colposa”

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Disponibile la nuova autocertificazione per gli spostamenti, ma sono previste sanzioni più severe: chi viola la quarantena rischia da 3 a 12 anni di carcere

L’ultima novità in materia Coronavirus, valida in tutto il territorio nazionale, riguarda la nuova autocertificazione messa a disposizione dal Ministero dell’Interno.

Per effettuare qualsiasi spostamento, bisognerà scaricare il nuovo modello, compilarlo e firmarlo.

Lo trovi qui.

Attraverso tale documento, si dichiara di:

  • essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio

Cioè tutto ciò che riguarda la limitazione degli spostamenti, secondo quanto disposto dall’art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e dell’art. 1, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020.

  • non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al COVID-19

Ci si riferisce in questo caso all’articolo 1, comma 1, lettera c), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ 8 marzo 2020. Cioè il divieto assoluto di mobilità dalla propria dimora per tutti quei soggetti risultati positivi al virus e tenuti all’isolamento domiciliare.

  • essere a conoscenza delle sanzioni previste

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale , come previsto dall’art. 3, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.

da gazzettaufficiale.it

Le sanzioni fanno riferimento all’articolo 650 del codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità) punibile con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206 a cui fa seguito denuncia penale.

Invece, per chi viola la quarantena è prevista la denuncia penale per “procurata epidemia colposa”, (art 452 del codice penale) reato che va dai 3 ai 12 anni di carcere.

Commette il reato di epidemia colposa, ad esempio, colui che, consapevole di aver contratto il Coronavirus continui a circolare liberamente diffondendo la malattia per negligenza o imprudenza, senza cioè osservare le disposizioni precauzionali imposte dal DPCM 8-03-2020.

da simoneconcorsi.it

Portare con sé la nuova autocerficazione

Ricordiamo che, se sussistono le condizioni espresse dal DPCM e si ha necessità di uscire di casa, bisogna portare con sé la nuova autocertificazione. Nel caso in cui non si avesse la possibilità di stamparla, gli agenti di polizia hanno sempre una copia in bianco disponibile.

Le forze dell’ordine, che continuano a controllare le strade per verificare il corretto comportamento della cittadinanza, avranno facoltà – anche a posteriori – di accertarsi della validità dell’autocertificazione.

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