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Posti in terapia intensiva colmi, l’Ospedale San Luigi di Orbassano diventa Covid-hospital

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In prima linea per combattere il Coronavirus, ecco come cambierà l’Ospedale San Luigi di Orbassano e come si vive la pandemia negli ospedali di Torino

Come si vive il Coronavirus negli Ospedali di Torino? Inutile negare che si sta annaspando. In Piemonte i casi di Covid-19 registrati sono 840 (dati del 13 marzo ore 20) e 135 di loro si trovano in terapia intensiva.

A Torino, tra Mauriziano, Martini, Maria Vittoria e Giovanni Bosco i pazienti da smistare salgono di giorno in giorno e si cerca di trovare un posto per tutti. I 300 posti in terapia intensiva disponibili sono stati già occupati tutti, così si cercano soluzioni alternative.

In questo caso a farsi avanti è l’Ospedale San Luigi di Orbassano che è diventato, di fatto, un Covid-hospital. Il secondo piemontese, dopo quello di Tortona (AL), destinato al ricovero di soli pazienti affetti dal virus.

Ad Orbassano i posti di rianimazione erano nove, tutti occupati da pazienti Covid tranne uno. Ma ora anche l’intera Unità Coronaica (Utic) verrà riconvertita in terapia intensiva. E sono già in arrivo altri ventilatori e caschi “Cpap” per la ventilazione artificiale.

Non solo. Anche il reparto di pneumologia sarà dedicato esclusivamente ai casi di Coronavirus, così come gli spazi riservati alla chirurgia leggera. Sono già stati svuotati, pronti a ricevere l’ondata che i medici hanno prognosticato.

Non solo l’Ospedale San Luigi di Orbassano, anche parte delle Molinette di Torino si riconverte per il Coronavirus

Anche le Molinette hanno offerto l’Utic come seconda terapia intensiva, e uno dei reparti Medicina potrebbe votarsi alla malattia infettiva. Persino gli ambulatori privati di Torino stanno offrendo i propri posti letto per far fronte all’emergenza. E se proprio non si trova posto i pazienti vengono caricati in ambulanza e trasportati in uno degli ospedali piemontesi indicati dalla rete. Scordatevi Asti, Verbania e Alessandria che sono già pieni, ma qualche posto è rimasto a Cuneo.

E se da una parte ci si prepara in anticipo con i posti letto, dall’altra si è in ritardo con i dispositivi di protezione. Mascherine, visiere, guanti, camici stavano iniziando a scarseggiare facendo dilagare la paura di contagio tra le corsie. Ma nella giornata di oggi dovrebbero arrivare i primi pacchi negli ospedali di Torino. Medici e infermieri li aspettano come fosse Natale.

Anche il personale sanitario verrà pian piano rinforzato: 29 medici specializzandi sono già stati assunti per l’emergenza dopo il bando della Regione Piemonte e lo stesso avverrà per gli infermieri e gli operatori socio sanitari.

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