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Torino, agenti pattugliano le strade per verificare le autocertificazioni, alcuni già denunciati

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A Torino e dintorni tutti i giorni gli agenti delle forze dell’ordine controllano le autocertificazioni, alcuni cittadini sono stati già denunciati per uscita ingiustificata

La città è deserta. Si sentono circolare poche macchine e la maggior parte delle volte sono quei lavoratori che devono necessariamente recarsi sul posto di lavoro e che non possono rimanere a casa come i loro concittadini.

Dal decreto dell’11 marzo, infatti, gli unici spostamenti consentiti sono quelli per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso la propria abitazione.

A verificare la corretta applicazione della norma ci sono le forze dell’ordine: dai vigili urbani alla guardia di finanza, tutti schierati a favore della salute pubblica.

“Ogni giorno facciamo una ventina di monitoraggi a campione in tutta la città. – racconta un agente delle fiamme gialle – Chiediamo l’autocertificazione, che poi verrà verificata. Ci assicuriamo che chi è in giro rientri nella casistica prevista”.

Per circolare, infatti, c’è bisogno dell’autocertificazione, un modulo apposito che si trova sul sito del governo da compilare e portare con sé. Lo trovi anche qui. Se non ce l’hai o non hai la possibilità di stamparlo, non c’è problema, le pattuglie sono equipaggiate con moduli in bianco da compilare al momento.

“Da ciò che emerge dai nostri controlli si stanno comportando egregiamente – fa sapere il tenente Zuppello – Qualche problema lo si incontra al mattino presto o la sera tardi”. Alcuni torinesi, infatti, sono già stati denunciati per uscite ingiustificate. Come i due quarantenni in Barriera di Milano che hanno dichiarato come se nulla fosse: “dopo una serata con gli amici cercavamo qualche pusher. Ma non ne abbiamo trovati”.

A Torino fioccano le denunce per violazione della norma anti-Coronavirus

Gli spostamenti consentiti

  • Lavoro (se si rientra tra quelle attività non soggette alle chiusure forzate)

In questo caso bisognerebbe portare con sé un documento che provi dove si trova il posto di lavoro, per esempio il badge aziendale o il biglietto da visita. In alternativa sarebbe auspicabile avere una dichiarazione scritta del datore di lavoro che dichiari l’impossibilità dello smart working per tale attività).

  • Salute

In questo caso bisognerà presentare la prenotazione della visita specialistica o dell’esame a cui devi sottorti.

  • Necessità reale

Rientra tra le necessità fare la spesa, accudire un parente anziano o esigenze simili.

  • Rientro alla propria abitazione

Se una persona viene beccata a circolare senza reale necessità, scatta una denuncia penale per inottemperanza all’ordine di un’autorità.

“La violazione delle prescrizioni è punita con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, – si legge sul sito del Ministero dell’Interno – secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale sull’inosservanza di un provvedimento di un’autorità”.

Le autodichiarazioni saranno comunque verificate a posteriori, soprattutto se gli agenti riscontrano un’incongruenza in quanto dichiarato. Per cui, se si dichiara il falso, entra in gioco l’articolo 495, che normalmente prevede la reclusione da 1 a 6 anni. Se durante il controllo non si tiene un comportamento corretto, si possono configurare anche altri reati, come la resistenza a pubblico ufficiale.

Vengono rafforzati anche i controlli nei parchi cittadini per evitare il formarsi di assembramenti. In alcune aree sono spuntati dei cartelli con indicate le misure di sicurezza da rispettare (come la distanza da tenere tra una persona e l’altra).

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