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Misure Coronavirus a Torino e provincia: tutto quello che c’è da sapere

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Nella serata del 9 marzo 2020 il Presidente del Consiglio Conte ha firmato un ulteriore decreto che estende le misure di contenimento del contagio da Coronavirus all’intero territorio nazionale. Puoi leggerlo qui.

Da oggi, martedì 10 marzo, dunque, anche a Torino e provincia, così come in tutta la Regione Piemonte che si equipara alle altre regioni italiane, varranno gli stessi provvedimenti. “Finalmente, regole uguali per tutta Italia – ha commentato il governatore del Piemonte Alberto Cirio in diretta Facebook – cambia un po’ la nostra vita, ma ricordiamoci che lo facciamo per difendere i nostri cari”.

Non ci saranno più zone rosse, ma tutta Italia sarà zona protetta per contere un contagio che potrebbe mandare in tilt il sistema sanitario italiano.

Che cosa prevedono dunque le misure del DPCM sul Coronavirus a Torino?

Le regole previste dal decreto dell’8 marzo rimangono valide – eccole qui

Agli spazi chiusi al pubblico si aggiungono anche piscine e palestre, che in un primo momento erano rimaste escluse dalla prerogativa.

Ristoranti e bar di Torino potranno rimanere aperti, pur rispettando la distanza interpersonale di un metro dei clienti. Ma dovranno necessariamente chiudere alle ore 18.

Sono vietati gli assembramenti anche in luoghi aperti e fuori dai locali. Per almeno venti giorni, insomma, le aree della movida torinese dovranno restare vuote, non saranno permessi ammassi di persone per le strade.

Sono sospese tutte le competizioni sportive, potranno allenarsi – a porte chiuse – soltanto gli atleti che andranno alle Olimpiadi.

Sono sospese le celebrazioni liturgiche ma le chiese potranno rimanere aperte, sempre rispettando la distanza di sicurezza tra i fedeli. Per quanto riguarda i funerali, si procederà con una benedizione della salma all’aperto, evitando il più possibile gli assembramenti.

I negozi e i supermercati rimarranno aperti per consentire ai cittadini di fare la spesa con tranquillità e rifornirsi dei beni di prima necessità. Lo stesso vale per le farmacie e parafarmacie.

L’unica eccezione riguarda i centri commerciali e i mercati: sabato e domenica dovranno rinunciare all’apertura per evitare gli assembramenti di persone.

Rimane la raccomandazione più importante: tutti coloro che riscontrano sintomi da infezione alle vie respiratorie o febbre oltre i 37,5 gradi dovrebbero rimanere a casa ed evitare contatti con altre persone. Per chi è in quarantena o è risultato positivo al tampone è proprio vietato lasciare la propria abitazione o ricevere visite.

Tali misure rimarranno valide fino al 3 aprile, salvo ulteriori comunicazioni.

Limitazione degli spostamenti a Torino

Una delle misure valide anche a Torino – per estensione dell’articolo 1 del decreto dell’8 marzo – per contenere il Coronavirus riguarda gli spostamenti. È indispensabile evitare ogni spostamento non strettamente necessario all’interno e all’esterno del territorio.

Per poter circolare bisognerà avere con sé il documento di autocertificazione che attesti il valido motivo dello spostamento, che potrà avvenire solo per:

  • comprovate esigenze lavorative
  • situazioni di necessità
  • motivi di salute
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza

Qui puoi scaricare e stampare il modello di autocertificazione da compilare e portare con sé in caso di bisogno.

Sulle strade, nelle stazioni e negli aeroporti ci saranno le forze dell’ordine che effettueranno i dovuti controlli. Per chi non rispetta la norma, le sanzioni arrivano fino a 206 euro di verbale e tre mesi di reclusione, essendo in gioco la salute pubblica. Il corpo di polizia verificherà – anche a posteriori – se lo spostamento era veramente indispensabile oppure no.

Si raccomanda la cittadinanza di consultare i canali ufficiali per ulteriori aggiornamenti:

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