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I numeri del Coronavirus in Piemonte: 401 contagiati, altri 4 morti nelle ultime 24 ore

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Si aggiorna il bollettino della Regione Piemonte, sale il numero di contagiati da Coronavirus insieme a quello dei deceduti, 65 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva

Ad oggi, martedì 10 marzo, sono 17 le persone decedute in Piemonte positive al Coronavirus, quattro sono mancate tra la notte e le prime ore di questa mattina. Si tratta di un uomo di 85 e una donna di 79 anni che si trovavano nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Alessandria. Un alessandrino di 84 anni ospitato dall’ospedale di Vercelli e una donna novarese di 88 anni in Rianimazione nell’Ospedale di Novara.

In totale i soggetti contagiati da Coronavirus in Piemonte e quindi positivi al tampone sono 401, ventuno in più rispetto a ieri. Di questi, 65 piemontesi si trovano in Terapia Intensiva.

Qui i numeri aggiornati sulla situazione Coronavirus in Piemonte

Le misure per il contenimento dei contagi da Coronavirus nei presidi sanitari

Già dalla scorsa settimana, davanti all’entrata dei Pronto Soccorso di Torino, sono state allestite delle tende della Protezione Civile con funzione di pre-triage. Qualsiasi persona che si presenta in Ospedale deve prima passare dal tendone per verificare l’assenza di sintomi riconducibili al Coronavirus. Una misura tesa a ridurre il rischio di contagiare gli altri pazienti e i sanitari, indispensabili per contrastare l’emergenza.

Allo stesso tempo sono stati chiusi gli sportelli di prenotazione alle Molinette e al Sant’Anna, d’ora in avanti si potranno riservare esami e visite solo telefonicamente. E funzionerà così per tutte le Asl di Torino. Anche le informazioni cliniche sui pazienti ricoverati in ospedale o in RSA potranno essere date esclusivamente tramite mezzo telefonico.

Altre strutture private hanno pensato fosse meglio chiudere proprio gli ambulatori. È il caso di Examina: “riteniamo che non abbia senso esporre qualcuno ad un rischio potenzialmente molto grave per fare esami magari importanti ma non salvavita”, spiega il direttore operativo Paolo Giraudo. “Le prestazioni prenotate saranno riprogrammate non appena l’emergenza sarà passata”.

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