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I due anziani positivi alle Molinette non erano passati dal pre-triage: aperta un’inchiesta

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L’Ospedale Molinette di Torino subisce un grave colpo: nella giornata di ieri, venerdì 6 marzo, il reparto di Medicina generale è rimasto chiuso dopo che due anziani sono risultati positivi al Coronavirus.

La Direzione ha provveduto immediatamente a isolare i pazienti e ha messo in quarantena il personale sanitario con cui sono venuti a contatto. Il Reparto è stato sanificato e nella serata è tornato operativo. Ora i due si trovano in gravi condizioni, il marito ricoverato in rianimazione e la moglie trasferita all’Amedeo di Savoia.

Il caso della coppia di anziani positivi alle Molinette: si apre l’inchiesta

Il punto – su cui è stato aperto un fascicolo – è che la coppia non aveva comunicato fin da subito al personale che il figlio lavorava a Lodi, focolaio dell’epidemia di Coronavirus, e che era venuto a trovarli a Torino pochi giorni prima.

I due anziani erano stati ricoverati per una banale influenza e solo dopo alcuni giorni di degenza sono stati effettuati i tamponi, risultando positivi al virus. Una scoperta che ha fatto preoccupare l’intero reparto, tenendo isolati medici, infermieri e operatori.

Sul caso ora indaga la procura di Torino: si vuole capire come mai durante il pre-triage non sia emersa l’ipotesi di Coronavirus. Nei prossimi giorni verrà esaminata la documentazione medica e i vari protocolli per disciplinare l’attività del personale in caso di contatto con i sospetti contagiati.

Non c’è ipotesi di reato nè indagati. Ma si vuole andare a fondo della questione per evitare di ricadere nella stessa situazione che ha creato disagio ad uno degli Ospedali cardine del Piemonte.

Le misure negli Ospedali torinesi

Un altro caso simile in realtà già si è palesato. Un ginecologo in servizio al Sant’Anna è risultato positivo al test del Coronavirus.

Ed è subito allarme nel complesso ospedaliero torinese: sospesi gli interventi non urgenti, annullate le visite e gli esami ambulatoriali procrastinabili, bloccate le attività di libera professione. Da aggiungere l’obbligo per il personale di usare guanti e mascherine protettive di fronte ai pazienti anche con sintomi lievi.

Un medico del lavoro valuterà poi la situazione di medici e infermieri esposti consigliando o meno la quarantena. Tutto questo è inserito nella circolare firmata dal direttore sanitario Giovanni La Valle, costretto ad attuare una serie di misure per la prevenzione.

Verrà potenziato anche il pre-triage, ricorrendo al termo-scanner per misurare la temperatura di malati e parenti. .

Giuste le misure di potenziamento del sistema sanitario, ma il problema è sempre lo stesso: manca il personale. Servono biologi per i laboratori, medici, infermieri, operatori socio-sanitari, senza contare le attrezzature di protezione. L’azienda ospedaliera ha già fatto richiesta alla Regione di assunzioni per rimpolpare l’organico e garantire la copertura dei turni.

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