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Coronavirus in Piemonte, il sospetto di un ceppo autoctono e gli ospedali a corto di medici

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L’emergenza Coronavirus in Piemonte non si frena. Fino ad ora sono 166 le persone risultate positive al test sul Coronavirus, di cui 35 ricoverate in terapia intensiva (dati in aggiornamento sul sito della Regione Piemonte). 893 i tamponi eseguiti in totale, ma di questi ce ne sono una quindicina su cui – stranamente – non è emersa l’origine lombarda.

In altre parole, per alcuni casi positivi al Coronavirus i medici non sono riusciti a risalire al ceppo della Lombardia come si è sempre fatto. Ciò vuol dire che il virus potrebbe non provenire più dal lodiginano e si fa spazio l’ipotesi della presenza di un ceppo diventato autoctono piemontese. “È come se la catena si fosse spezzata”, spiega l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi.

Il Piemonte possibile “zona gialla”

La tesi del ceppo autoctono è stata già posta sul tavolo del governo, in attesa di ulteriori ricerche. “In questi casi – chiarisce Icardi – può decidere di considerare la Regione Piemonte “senza focolaio” e dichiararla zona gialla”.

È chiaro che l’epidemia continua ad espandersi: “in termini di contagiosità il Coronavirus è come il morbillo”, commenta il professor Giovanni Di Peri dal centro Malattie Infettive dell’Amedeo di Savoia di Torino.

Dei 64 i posti disponibili nelle terapie intensive, la metà è già occupata.

Il personale sanitario contagiato

Il problema arriva quando il virus contagia anche il personale sanitario. L’abbiamo visto ieri, con l’intero reparto di Medicina generale delle Molinette in quarantena. Il numero di medici, infermieri e operatori sanitari decresce mentre quello dei malati aumenta. Così la Regione si prepara ad applicare misure ad hoc per rifornire gli ospedali della forza umana necessaria a combattere l’emergenza sanitaria.

Chiamati allora in appello dottori, infermieri e specializzandi per tappare i buchi.

Intanto anche le strutture si organizzano. L’Associazione Ospedalità Privata, in primis, si è fatta avanti offrendo le 36 cliniche private a supporto dei pazienti non affetti da virus per alleggerire il carico degli ospedali. Metteranno a disposizione posti letto, interventi e visite ambulatoriali per chi li necessita.

I laboratori piemontesi possono dare la diagnosi

L’ultima novità arriva dall‘Istituto Superione di Sanità che abilita ufficialmente i laboratori piemontesi alla diagnosi del Coronavirurs. In altre parole, i test eseguiti in Piemonte saranno ritenuti validi senza la controprova dell’Istituto di Roma. Un modo per alleggerirsi il carico sempre maggiore che hanno sulle spalle in questi giorni. La Regione Piemonte comporrà un comitato scientifico apposito per monitorare l’andamento del virus.

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