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Effetto Coronavirus a Torino, farmacie e supermercati +30%, in perdita le altre attività

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È l’effetto Coronavirus, o “tsunami” come lo definisce Carlo Chiama, direttore della Confesercenti: a Torino farmacie e supermercati registrano un incremento del fatturato del 30%, sono in perdita invece le altre attività.

Il Commercio sta affondando in tutta la Regione Piemonte, gli esercenti si ritrovano con un fatturato che arriva a -90%. Ma solo due attività resistono al Coronavirus e, anzi, ne traggono profitto: sono le farmacie e i supermercati. Le prime hanno rilevato un aumento del 20% del fatturato, i secondi del 30% Persino i negozi di alimentari hanno avuto incremento del 10%.

I dati arrivano dall’Ascom, che ha monitorato l’effetto del Coronavirus sul commercio a Torino dal 23 febbraio a oggi.

Non c’è da sorprendersi, visto l’assalto dei primi giorni di emergenza sanitaria ai grandi supermercati per garantirsi scorte di cibo, per paura che potesse esaurirsi. Senza contare le lunghe code davanti alle farmacie per accaparrarsi l’ultima (carissima) bottiglietta di gel igienizzante. O l’acquisto convulso di mascherine protettive, nonostante il Comune di Torino – non trovandosi in zona rossa – ne negasse la reale necessità.

La popolazione torinese, d’un tratto attentissima alle norme igieniche, ha di fatto incrementato gli incassi di farmacie e supermercati. Ma tutte le altre imprese?

Parliamo di bar e ristoranti che rimangono vuoti, mercati quasi deserti, alberghi e hotel tartassati di disdette, agenzie viaggi ferme. I servizi turistici e gli eventi annullati hanno perso l’80% del fatturato. I negozi di abbigliamento il 40, i benzinai il 50.

Poi ci sono i paradossi: “incredibilmente i negozi sono vuoti, mentre i centri commerciali continuano ad essere pieni nonostante siano luoghi affollati”, sottolinea la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa.

Il governo si attiva per risollevare il commercio

Per cercare di invertire la rotta dell’effetto Coronavirus su Torino, il Piemonte e l’Italia intera, il governo ha annunciato che stanzierà 7,5 miliardi di euro.

Dalla Camera di Commercio la volontà di tornare ad una situazione economa normale si è concretizzata mettendo a disposizione un milione di euro per gli interventi urgenti.

La sindaca di Torino Chiara Appendino ha già fatto la sua parte, rinviando le scadenze della Tari, la tassa sui rifiuti, per le utenze non domestiche.

Un altro passo l’ha fatto Fabio Ravanelli di Confindustria Piemonte che ha promesso di lavorare insieme al presidente della Regione Alberto Cirio, mettendo a punto “iniziative mirate a preservare il made in Italy”.

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