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Veicoli a guida autonoma porteranno i disabili in ambulatorio, a Torino il progetto europeo

Veicoli Conduzione Autonoma
Veicoli a guida autonoma porteranno i disabili in ambulatorio, a Torino il progetto europeo (fonte foto: nayva.tech)
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Torino sarà la prima città in Italia a sperimentare l’innovativo progetto europeo sui veicoli a guida autonoma. In breve, si tratta di mezzi senza conducente che accompagneranno i disabili dalle proprie case in ambulatorio e viceversa.

La sperimentazione prenderà piede nel 2022, grazie ai fondi destinati al progetto “Show” per la promozione del trasporto autonomo nelle città, coordinato dall’Uitp (Associazione Internazionale del Trasporto Pubblico).

A Torino, città pilota della sperimentazione, l’automatizzazione dei veicoli sarà messa in atto in associazione con la Fondazione Links – nata dalla partnership tra Compagnia di San Paolo e Politecnico di Torino.

Veicoli a conduzione autonoma per aiutare i disabili

L’area scelta è quella sanitaria. Gli utenti con difficoltà motoria potranno richiedere un mezzo – rigorosamente senza conducente – che andrà a prenderli a casa e li porterà davanti ai presidi sanitari della zona. Potranno usufruire del servizio persone con difficoltà di deambulazione, anziani, disabili o donne in gravidanza. In questo caso, sarà l’Asl a identificare i destinatari del progetto.

Gtt, Comune di Torino e 5T saranno anch’essi partner di Links per la buona riuscita della sperimentazione. In particolare, 5T con l’aiuto di Swarco – che si occupa di mobilità urbana in ambito digitale – avrà il compito di monitorare la rotta dei veicoli a guida autonoma. Mezzi che avranno sempre e comunque priorità semaforica.

Il bus del progetto sarà fornito dalla ditta francese Navya. È molto simile a Olli, il primo minibus elettrico in Italia a guida autonoma, realizzato assemblando parti stampate in 3D, che gira per il campus ITCILO di Torino.

La città di Torino sta diventando sempre più capitale delle sperimentazioni in ambito digital e hightech.

Ora si attende solamente una normativa da parte del governo, assicurata dalla ministra per l’Innovazione Paola Pisano, per dare il via ufficiale al progetto.