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Paziente operato al cuore senza anestesia con il metodo torinese dell’ipnosi

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Paziente operato al cuore senza anestesia con il metodo torinese dell’ipnosi: lo straordinario intervento all’Ospedale San Paolo di Savona

Straordinario intervento all’Ospedale San Paolo di Savona: paziente operato al cuore senza anestesia con il metodo torinese dell’ipnosi.
La tecnica, che da quasi 41 anni viene insegnata all’Istituto Ciics di Torino a medici, infermieri e ostetriche, prevede l’insegnamento delle tecniche di comunicazione ipnotica che consentono al paziente di entrare in uno stato di “coscienza modificata” durante la quale è sottoposto a interventi più o meno invasivi.
L’ultimo intervento per cui è stata utilizzata questa tecnica è stato eseguito dal Dottor Luca Bacino all’Ospedale San Paolo di Savona.
Si è trattato di un intervento di ablazione per fibrillazione atriale, senza ricorrere all’uso di analgesici tradizionali.
Tuttavia, il primo ad introdurre questa tecnica nella quotidianità di un ospedale è stato Marco Scaglione, ex allievo del Ciics nonché insegnante del dottor Bacino.
Il dottor Scaglione ha effettuato oltre 300 interventi di ablazione in ipnosi dall’aprile del 2018 ad oggi presso l’Ospedale Cardinal Massaia di Asti. Inoltre, ha anche portato a termine con successo la prima operazione al mondo di impianto di un defibrillatore sottocutaneo con lo stesso metodo.

Lo studio della tecnica

Della tecnica dell’ipnosi si parlerà in un congresso in programma a Milano il 17 gennaio.
Come ha spiegato il dottor Scaglione, è stato condotto uno studio, pubblicato sull’International Journal of Cardiology, con il quale è stato dimostrato che l’ipnosi riduce drasticamente il numero di analgesici impiegati e la loro quantità.
Ciò comporta non solo un risparmio per il sistema sanitario nazionale, ma fa sì che il paziente non senta dolore e avverta meno ansia prima e durante l’operazione.
Metodo torinese dell'ipnosi
Metodo torinese dell’ipnosi
Non tutti i pazienti, però, si sono fidati di questa tecnica. Alcuni hanno preferito la sedazione classica, mentre altri hanno accettato senza convinzione, ma in questi casi l’esperimento non ha funzionato.
Infatti, se il paziente risulta restio all’ipnosi e non si lascia andare, l’operatore non riuscirà ad indurlo in tale stato, in quanto durante l’ipnosi il paziente rimane sempre in contatto con la realtà.
Ad insegnare tutto ciò al dottor Scaglione è Milena Muro, una delle docenti della scuola, fondata nel 1979 anche da Franco Granone, uno dei padri della tecnica in Italia.
Ora Milena Muro lavora come infermiera all’ospedale Molinette e dal 2007 ha eseguito 10mila procedure mediche sfruttando l’ipnosi.
Di questi 10mila interventi, almeno 3mila sono state operazioni di broncoscopia,mentre gli altri interventi hanno interessato l’impianto di stimolato re midollare in pazienti con dolore cronico.

Gli usi della tecnica ipnotica

Ovviamente, si tratta di interventi dove i pazienti devono rimanere in condizioni favorevoli, ossia devono essere svegli e collaborare con i medici per indicare loro dove sentono dolore o meno.
Questa tecnica viene utilizzata anche durante il parto all’Ospedale Mauriziano di Torino e negli ospedali di Cirié e di Rivoli.

Il corso per i professionisti sanitari

Al momento la direzione sanitaria della Città della Salute di Torino propone un corso base di tecniche di ipnosi rivolte a tutti i suoi professionisti sanitari.
Il numero degli scritti aumenta ogni anno e, ad oggi, sono circa 200, di cui la maggior parte lavora in diverse équipe del reparto Grandi Ustioni del Cto.
Dunque, l’eccellenza della sanità torinese e piemontese, data dai suoi professionisti e dalla sue tecniche, viene sfruttata anche da altre realtà ospedaliere italiane.

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