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Monopattini in condivisione a Torino preda dei vandali: mezzi buttati, capovolti e parcheggiati male

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I monopattini in condivisione a Torino devastati dai vandali: mezzi buttati al suolo e tra i cassonetti, oppure abbandonati in riva al Po e parcheggiati male

 

Dopo poco più di un mese di attività, fioccano gli episodi di vandalismo per i monopattini in condivisione.

 

Quello che  doveva rappresentare un’ulteriore occasione per incentivare la mobilità sostenibile in città si sta trasformando in un passatempo per i torinesi meno educati. L’arrivo in città di sette aziende, operanti nel settore e pronte a immettere sulle strade torinesi ben 4mila veicoli, ha rappresentato un’occasione per gli incivili di dare sfoggio di poco senso di rispetto per i beni della cittadinanza.

 

Monopattini in condivisione a Torino preda dei vandali: mezzi buttati, capovolti e parcheggiati male
Monopattini in condivisione a Torino preda dei vandali: mezzi buttati, capovolti e parcheggiati male

 

Nei primi trenta giorni sono giunte tantissime segnalazioni dai cittadini, soprattutto dal centro città. Una serie di avvisi riguardanti lo stato dei monopattini, trovati in condizioni pessime. Mezzi imbrattati, capovolti e lasciati tra i cassonetti. In altri casi, i veicoli sono stati parcheggiati in punto in cui si crea disagio per la sosta e per la circolazione, per non parlare degli abbandoni sul Po. Alcuni utenti, invece, non curanti delle regole, giravano con a bordo un passeggero.

 

Una situazione che richiede subito un intervento, soprattutto pensando alla futura diffusione dei monopattini, che ora vengono equiparati alle biciclette.

 

Il rischio di perdere il servizio dei monopattini in condivisione a Torino

 

La diffusione di questo servizio, con il conseguente intervento dei vandali, può causare un’altra brutta figura per la nostra città.

Le aziende operanti in città hanno deciso di correre ai ripari. Dott, Circ, Lime-s, Bird, HelbizBit e Reby hanno iniziato ad adottare delle misure per evitare che i proprio mezzi vengano danneggiati o siano causa di disagio. Ad esempio, alcune compagnie richiedono ora di non lasciare i mezzi nei pressi del fiume e, in altri casi, è obbligatoria una foto al monopattino una volta terminato il noleggio, per verificare che non siano stati arrecati danni.

 

Se dovessero ripresentarsi queste situazioni con una certa frequenza, non è escluso che alcune delle aziende decidano di seguire il destino di alcune aziende di bike sharing, giunte all’ombra della Mole e poi andate via per i medesimi motivi.

 

Una situazione incresciosa, che in passato fatto infuriare gli abitanti delle zone interessate per il crescente degrado, visti i continui casi di ritrovamento dei mezzi a due ruote, che venivano (e vengono) abbandonati o gettati nelle acque da vandali.

 

L’auspicio è quello di non assistere ad altre drastiche scelte di questo genere, che priverebbero la città di un servizio di grande utilità.

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