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Blocco del traffico, da ottobre fermi anche i diesel euro 4: 418mila veicoli ai box in Piemonte

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Blocco del traffico, da ottobre fermi anche i diesel euro 4: 418mila veicoli ai box in Piemonte, quasi 200mila solo tra Torino e provincia

Il blocco del traffico diventerà permanente anche per i diesel euro 4.
I veicoli a gasolio immatricolati dopo il 2006 dovranno osservare le norme imposte attualmente alle vetture diesel euro 3 a partire dal prossimo 31 ottobre.
Una novità, che rappresenta una diretta conseguenza dell’Accordo di bacino Padano per il miglioramento della qualità dell’aria. Un patto risalente al 2017, che ha visto come firmatari Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le Regioni coinvolte, da quel momento, hanno iniziato ad adottare restrizioni per limitare l’inquinamento prodotto dai mezzi privati (e non solo).
Grazie a questo accordo, infatti, sono fermi i benzina, gpl e metano Euro 0, i diesel Euro 0 e 1, che non possono girare durante nessun giorno dell’anno, contando anche i festivi, 24 ore su 24. Stesso discorso per i diesel Euro 2, che per tutto l’anno non possono circolare dalle 08:00 alle 19:00, dal lunedì al venerdì. I diesel Euro 3 restano fermi dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 19:00, dal 31 ottobre fino al prossimo 31 marzo.
Blocco del traffico, da ottobre fermi anche i diesel euro 4: 418mila veicoli ai box in Piemonte
Blocco del traffico, da ottobre fermi anche i diesel euro 4: 418mila veicoli ai box in Piemonte
Proprio gli orari e i periodi di stop dei diesel euro 3 dovranno essere rispettati, a partire dall’autunno del 2020, anche dai diesel euro 4.
In questo caso, a farne le spese saranno 418mila veicoli in tutto il Piemonte, dei quali 191mila si trovano solo tra Torino e provincia. Una stangata per coloro che sono abituati a muoversi con un mezzo proprio e non più nuovissimo.

I possibili rimedi al blocco dei diesel euro 4

Per porre rimedio ai disagi arrecati a chi verrà colpito dalle normative, trovandosi senza la possibilità di cambiare la propria auto, le amministrazioni regionali dovrebbero mettere a disposizione fondi per sostituire i mezzi, privati e pubblici.
Sarà inoltre concessa la possibilità, a chi utilizza un’auto delle categorie interessate dai blocchi, di gestire un totale di chilometri per viaggiare in città, mediante l’installazione di un GPS (con funzione di scatola nera) per tracciare i movimenti e capire chi inquina e quanto.
Infine, ampio spazio sarà dato agli investimenti per il miglioramento dei servizi di trasporto pubblico e per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica. Quest’ultima mossa, oltre a incentivare il pubblico a guardare a questo mercato, serve per permettere ai possessori e ai futuri acquirenti di questo tipo di macchine di avere a disposizione l’energia per i propri mezzi.

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