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Metro 2 Torino, vertice in città tra il Comune e il Governo: si parte da Nord

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Metro 2 Torino, positivo il vertice in città tra il Comune e il Ministero dei Trasporti: si parte dalla zona Nord della città

La linea 2 della metro di Torino è stata una delle tematiche centrali del vertice organizzato in città tra il Comune e il Ministero dei Trasporti.
Il summit di lunedì, in programma da diverse settimane, ha avuto come principale obiettivo il trattamento di importanti infrastrutture, che dovranno essere realizzate nella nostra città e nella nostra regione. Basti pensare all’apposita misura dell’inserimento dei fondi per la metro nella Manovra.
Linea 2 della metro di Torino, vertice in città tra il Comune e il Governo: confermata la partenza da Nord
Linea 2 della metro di Torino, vertice in città tra il Comune e il Governo: confermata la partenza da Nord
Si tratta di un’assegnazione di ben 828 milioni di euro, utilizzabili in dodici anni, tra il 2020 e il 2032. Una mossa che ha fatto sobbalzare diversi sindaci del nostro Paese, che da sempre si trovano ad affrontare problemi delicati con risorse molto limitate.

Linea 2 della metro di Torino, confermata la partenza da Nord: si inizia dai 14 km del tratto Rebaudengo – Porta Nuova

Negli ultimi giorni, si è fatta avanti con insistenza la voce della realizzazione della linea 2 della metro di Torino, ma con qualche ridimensionamento iniziale rispetto al progetto che è stato stilato negli scorsi mesi.
I lavori, che dovranno essere avviati entro i prossimi due anni, dovranno essere ultimati entro il 2028, secondo quanto preventivato, anche se la somma messa a disposizione viene quantificata per i successivi quattro anni. Queste tempistiche dovranno essere necessariamente rispettate, come annunciato dall‘Assessore ai Trasporti Maria Lapietra e i tecnici di Systra e Irteco.
 
La somma stabilita, però, non sarà sufficiente, in quanto occorrerà l’aiuto di soggetti esterni rispetto al Comune e all’esecutivo. Per realizzare questa opera, che supererà per dimensioni anche la linea 1, saranno necessari 3 miliardi di euro. Una cifra nettamente più alta rispetto al quasi miliardo di euro stanziato dal Governo, che potrebbe essere coperta solo grazie all’intervento di enti privati.
Pertanto, si procederà inizialmente con il tratto che collegherà Torino Nord e il Centro. Una scelta dettata dal desiderio di ricorrere, almeno per il momento, all’utilizzo esclusivo di fondi pubblici. Si tratta di un tracciato di 14 km, che collegherà Rebaudengo a Porta Nuova.
Una intenzione confermata anche durante il vertice, nel corso del quale è emersa la volontà di rispettare gli accordi con le circoscrizioni della parte nord della città (che hanno anche raccolto migliaia di firme con i residenti per realizzare il progetto).
Per poter completare l’opera, i fondi pubblici potrebbero essere incrementati in futuro, ma non prima che venga effettuata la progettazione e la prima fase dell’opera. Si tratta di ipotesi per l’avvenire, che hanno buone probabilità di essere rispettare. In caso contrario, la soluzione più conveniente è quella che è già stata paventata di recente: il del project financing.
Si tratta di una pratica che potrebbe essere molto più che una opzione dell’amministrazione comunale, vista la situazione in cui ci si trova a gestire la costruzione di una simile infrastruttura. Una strada che il Governo considera più funzionale, per poter dare vita all’opera in tempi più ristretti e per poter generare un impatto meno pesante sulle casse pubbliche.

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