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Il palazzo più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II: Casa Priotti, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti

Il palazzo più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II: Casa Priotti, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti
Il palazzo più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II: Casa Priotti, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti
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Il palazzo più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II: Casa Priotti, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti

Il palazzo più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II: Casa Priotti, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti
Il palazzo più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II: Casa Priotti, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti

Noi torinesi siamo soliti percorrere c.so Vittorio Emanuele II di fretta e con occhio disattento: il traffico richiede la nostra concentrazione per scattare al verde o per superare chi indugia. Ma all’altezza del civico 52 è inevitabile che, anche l’occhio più distratto, venga attirato da Casa Priotti. La facciata di questo palazzo è talmente ricca di decori, stucchi e sculture, da renderlo l’edificio più sfarzoso di c.so Vittorio Emanuele II. Il palazzo spicca anche perché segna l’inizio del tratto di corso senza portici. Casa Priotti è stata costruita sui disegni dell’Ing. Carlo Ceppi, conosciuto ai più per il progetto della Stazione di Porta Nuova. La famiglia Priotti aveva inizialmente incaricato l’architetto Camillo Riccio di riadattare l’edificio già esistente all’angolo tra c.so Vittorio Emanuele II via Urbano Rattazzi. Non era un indirizzo qualsiasi: allora ospitava il celebre caffè Burello. Detto anche “la pantalera” il caffè di madame Burello, già dalla seconda metà dell’Ottocento, era luogo di incontro degli esponenti della borghesia torinese. A fine secolo vi si contrattavano cavalli e carrozze e pare che proprio qui, tutte le sere, si ritrovassero quelli che poi furono i fondatori dell’industria automobilistica torinese. Camillo Riccio morì improvvisamente nel 1899 e così il progetto fu affidato a Carlo Ceppi. La costruzione di Casa Priotti  ebbe termine nel 1901. Numerose decorazioni in litocemento arricchiscono la facciata principale; le più originali sono le grandi conchiglie che sostengono i balconici decorati con ringhiere in ferro battuto. Nel 1913 la famiglia Frisetti divenne proprietaria del palazzo. Fu questa a far realizzare una sala cinematografica che, seppur con le trasformazioni subite nel tempo, esiste ancora oggi: il Cinema Ambrosio.

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Forse, quando il semaforo è rosso, vale la pena guardarsi intorno!

 

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A cura di Laura Polesinanti, House Hunter ed intermediaria immobiliare