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Ritorna la Febbre del Nilo a Torino: il primo contagio umano dell’anno in città

Ritorna la Febbre del Nilo a Torino: il primo contagio umano dell'anno in città
Ritorna la Febbre del Nilo a Torino: il primo contagio umano dell'anno in città
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Torna la Febbre del Nilo a Torino: il primo contagio umano dell’anno è stato registrato in città

È ritornata la Febbre del Nilo Torino.
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Ritorna la Febbre del Nilo a Torino: il primo contagio umano dell’anno in città
Il primo contagio umano dell’anno è stato registrato in città.
Ad essere stata colpita dal virus è una donna di 62 anni residente a Poirino, in provincia di Torino.
Per fortuna la signora ha contratto la forma più leggera, quella che si manifesta con la febbre, e non quella neurologica che avrebbe causato sviluppi molto gravi.
La malattia si manifesta in diversi modi, ma la maggior parte di chi la contrae non mostra sintomi.
Il 20% di chi la contrae, però, presenta febbre, nausea, vomito e sfoghi cutanei, che possono durare qualche giorno o al massimo settimane.
Un infetto su 150, invece, i sintomi sono molto più forti. Dai potenti mal di testa al disorientamento, dai tremori ai disturbi alla vista, fino ad arrivare alle convulsioni, alla paralisi e persino al coma.
Come si legge sul sito di Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, alcuni effetti neurologici causati dal virus possono essere permanenti.
Nei casi peggiori, 1 su 1000, il virus porta a un’encefalite o a una meningite, entrambe letali.
Sono le zanzare comuni il principale veicolo di trasmissione del virus all’essere umano e non solo, in quanto possono essere infettati anche gli altri animali.
Bisogna ricordare, però, che il virus non si trasmette da una persona all’altra attraverso il contatto con chi è infetto.

I casi nel 2018

Già nel 2018 il Piemonte era stato protagonista di numerosi casi di West Nile, tanto da essere tra le nove regioni monitorate per il picco di febbre negli animali.
Il boom di questo fenomeno arriva solitamente nel periodo estivo ed influisce anche sul tema delle donazioni di sangue, il quale veicola la malattia, ma allo stesso tempo scarseggia a causa della pausa estiva.
Infatti, il protocollo impone di sospendere il sangue dei donatori che sono stati nelle zone dove si è manifestato il virus per 28 giorni, a meno che le Asl e gli ospedali non abbiano a disposizione il test Wnv Nat, che serve a riconoscere il virus.
Dalla Città della Salute, però, fanno sapere che in Piemonte non c’è nessun allarme per quanto riguarda le donazioni in quanto la nostra regione rappresenta un’eccellenza sia per la disponibilità di test per la febbre del Nilo che in tema di donazione di sangue.
Dunque, l’unico modo per evitare di contrarre il virus è cercare di evitare di essere punti dalle zanzare utilizzando creme e spray repellenti.
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