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Emergenza smog a Torino: la Regione contraria alla nuove regole della Ztl

Emergenza smog a Torino: la Regione contraria alla nuove regole della Ztl
Emergenza smog a Torino: la Regione contraria alla nuove regole della Ztl
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Emergenza smog a Torino: scontro frontale tra Palazzo Civico e Regione, contraria al nuovo modello di Ztl che entrerà in vigore dal 2020 nel capoluogo piemontese

 

Torna a preoccupare l’emergenza smog a Torino.

Nuovo teatro di scontri tra Appendino e Cirio, preannunciati già dall’insediamento del militante di Forza Italia in Giunta Regionale.

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L’occasione per riprendere il discorso delle misure anti-smog è quella del “MobilitAria Tour 2019” tenutosi a Torino il 4 luglio. L’evento – organizzato da Kyoto Club e Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA) realizzato insieme a OPMUS ISFORT in collaborazione con l’Assessorato alla Viabilità e ai Trasporti del Comune di Torino e 5T – è stata l’occasione per riaprire un confronto sulle iniziative avviate dai principali stakeholder dell’area metropolitana di Torino per quanto riguarda la sostenibilità per i cittadini e per l’ambiente.

In questa occasione la sindaca Chiara Appendino ha ribadito la sua posizione, decisa ad andare avanti con la revisione della Ztl centrale. E sbotta contro Cirio «È da irresponsabili dire che il traffico non causa inquinamento e non peggiora la qualità dell’aria».

D’altra parte la Regione reputa inutile la misura proposta da Palazzo Civico. «Prima di demonizzare le auto bisogna pensarci bene – dice assessore all’Ambiente Matteo Marnati sostenuto dal presidente Cirio –  non sono solo le auto a inquinare, ma anche il riscaldamento che incide almeno per il 50 per cento».

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L’unico studio esistente sul possibile impatto della nuova Ztl immaginata dalla Sindaca, che prevede un ticket d’entrata fino a cinque euro con due ore di sosta gratuita compresa e il prolungamento dell’orario fino alle 19, è quello fatto dalla società di consulenza 5T insieme al Politecnico. Che di benefici sulla qualità dell’aria non ne vedono nemmeno l’ombra, nemmeno se il centro venisse chiuso per tutto il giorno.

Contro le tesi di 5T dovrebbe schierarsi il Presidente dell’Arpa – l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale – che aveva promesso uno studio sugli impatti del metodo Appendino.

Ma nell’ultima relazione presentata si certifica che a Torino le concentrazioni di Pm10 – le polveri sottili, parametro per misurare la qualità dell’aria e decidere i blocchi – sono dovute solo per il 13% alle auto e appena per il 6% ai diesel contro cui in inverno scattano i blocchi. Il traffico in generale è responsabile per il 38%; il resto deriva da industria (6%), agricoltura (4%) e soprattutto riscaldamenti (49%).

Documento, questo, che sicuramente in Regione impugneranno per portare avanti lo scontro dei numeri e delle percentuali.

Il clima che si respira – di certo non salubre – è di quelli che precedono uno scontro frontale, atteso nelle prossime settimane, quando Comune di Torino e Regione Piemonte dovranno incontrarsi per definire i provvedimenti del prossimo inverno.