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Chiuso l’ex parco giochi al Colle della Maddalena: troppo elettrosmog

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Chiuso l’ex parco giochi al Colle della Maddalena: superati i valori consentiti di elettrosmog

Il superamento dei livelli di elettrosmog ha portato alla chiusura dell’ex parco giochi al Colle della Maddalena da parte del Comune di Moncalieri.
Questa è stata la decisione di Paolo Montagna, sindaco del Comune dell’area metropolitana, che, nei giorni scorsi, con un’ordinanza ha delimitato con cartelloni e transenne l’area vicino alla strada Del Colle.
La chiusura riapre una querelle che dura da circa vent’anni e che interessa I comuni di TorinoMoncalieri e Pecetto, nonché i cittadini della zona che chiedono maggiori tutele per la salute.
Nello specifico, la misura è stata richiesta da Arpa Piemonte, che lo scorso gennaio aveva inviato al Comune di Torino una relazione che segnalava il superamento del limite di esposizione, ma il parco, molto frequentato dai cittadini, era ancora accessibile alla popolazione.
Alla fine del mese di marzo, però, la richiesta è arrivata anche ai comuni di Moncalieri e di Pecetto, che hanno competenza sull’area.
Passando ai valori riscontrati, si parla di un campo elettrico di 16,63 volt/metro, rispetto al limite di 6 volt/metro, limite che non ca superato in zone con grande affluenza e che, invece, è stato oltrepassato di quasi tre volte.
Non solo Arpa, ma anche l’Asl To1 si è mossa richiedendo al Comune di Torino di delimitare la zona in cui si tirano numerosi impianti di teleradiodiffusione attivi.
Così, prima si è provveduto a installare una rete metallica per limitare l’accesso, per poi procedere con l’ordinanza per impedire l’ingresso.
Paolo Montagna, sindaco di Moncalieri, ha spiegato che, per il momento si è deciso di chiudere l’area per tutelare i cittadini e limitare i rischi per la salute.
Attualmente la zona è interessata da operazioni di risanamento dal punto di vista dell’inquinamento elettromagnetico.
L’area resterà chiusa fino al ripristino dei valori che devono tornare nella norma.
Il provvedimento, considerato urgente in materia di sicurezza e sanità pubblica, parla chiaro: la chiusura è stata decisa a titolo cautelativo al fine della tutela della salute e dell’incolumità pubblica.
Per i cittadini che non rispetteranno il divieto, oltre a correre gravi rischi per la loro salute, ci saranno anche multe pecuniarie fino a 500 euro.
(Foto tratta da Rete Comuni Italiani)

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