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Siccità in Piemonte, a Torino il mese di marzo ha raggiunto il record con 10 millimetri di pioggia

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Siccità in Piemonte, a Torino nel mese di marzo sono caduti solo 10 millimetri di pioggia

Le giornate soleggiate e le temperature anomale dell’ultimo periodo hanno generato eccessiva siccità in Piemonte.
Torino, nel mese di marzo si è raggiunto il record di scarsità di precipitazioni che ha visto cadere solo 10 millimetri di pioggia.
Il mese che stiamo per lasciarci alle spalle è stato caratterizzato da tanto sole e giornate con temperature primaverili, che dopo un inverno mite e asciutto, e una primavera che si prospetta calda e avara di precipitazioni, mette tutti in allarme per un’estate che potrebbe portare una seria emergenza siccità.
Quello che è certo è che il deficit accumulato in questi mesi potrebbe seriamente condizionare i mesi a venire, con pesanti effetti negativi sull’agricoltura, sull’erogazione di acqua potabile e anche per le attività turistiche.
In Piemonte, solitamente i mesi invernali sono quelli meno piovosi dell’anno e, quindi lunghi periodi asciutti sono alquanto normali, ma quest’anno l’anomalia è combinata alle temperature elevate.
Infatti, la siccità, di cui stiamo già vedendo i primi effetti, preoccupa perché comporta la mancanza di neve in montagna, lo smog in pianura e il rischio di incendi, come testimonia l’ultimo incendio che questa settimana ha devastato la riserva naturale del Sacro Monte di Belmonte.
Solitamente l’arrivo delle perturbazioni primaverili provvede a sistemare la situazione, ma quest’anno il mese di marzo ha portato pochissime piogge, quasi inesistenti.
Basti pensare che a Torino sono caduti appena 10 millimetri di pioggia, un quarto del normale, e ci sono stati ben otto giorni in cui si sono superati i 20 gradi, due gradi sopra la media relativa a questo mese.
In Piemonte il deficit di precipitazioni dall’inizio dell’anno è di circa il 65%, in alcune zone addirittura l’85%, e la neve in montagna si vede solo oltre i 1800-2000 metri, scarsa in provincia di Cuneo e sulle basse e medie vallate della provincia di Torino.
Sono le piogge e le nevicate dello scorso autunno a salvare la situazione. Infatti, la neve resiste ancora abbondante ad alta quota sulle Alpi sul Piemonte settentrione in Valle d’Aosta con 1000 milioni di metri cubi d’acqua immagazzinati nella neve.
Un dato non confortante considerando che si tratta della metà di acqua rispetto allo scorso anno, ma che comunque rimane in linea con la media.
L’Osservatorio Meteosismico di Oropa, in provincia di Biella, ha certificato che, da gennaio a oggi, il pluviometro nella stazione sulle Alpi biellesi ha misurato 33,8 millimetri di acqua contro i 244 millimetri di piogge che cadono in anni normali.
Anche fiumi e laghi sono in secca. In alcuni tratti il Po è sotto il livello idrometrico, mentre il Lago Maggiore, il Lago d’Orta e il Lago di Viverone hanno registrato un notevole abbassamento.
Si spera nell’arrivo delle piogge primaverili di aprile, ma per il momento non sono previste grandi perturbazioni.
Gli ultimi giorni di marzo saranno ancora soleggiati con temperature più fresche al mattino, ma con l’inizio di aprile potrebbe arrivare un po’ di pioggia e tempo instabile, in particolare a metà della prossima settimana, ma dovrebbe trattarsi di una perturbazioni isolata.
Dunque, il 2019 si appresta a diventare uno degli anni più caldi e secchi della storia, ma se aprile non porterà piogge correremo il rischio di dover affrontare una grande siccità in estate.
(Foto tratta da MeteoWeb)