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Riapertura del Castello di Moncalieri: il Comune chiede la gestione esclusiva del maniero

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Dopo la recente chiusura del Castello di Moncalieri il Comune ha chiesto al Ministero la gestione esclusiva del maniero

A poco più di 10 giorni dalla chiusura del Castello di Moncalieri per carenza di personale, il sindaco Paolo Montagna ha inviato al Ministero dei Beni Culturali una proposta per la gestione esclusiva del maniero da parte del Comune di Moncalieri.

Secondo il primo cittadino, la soluzione migliore per accelerare i tempi di riapertura sarebbe quella di rinnovare l’accordo del 2018, già accolto positivamente dal Ministero, che ha consentito di valorizzare il Castello e di aprire le porte a migliaia di visitatori. Il sindaco chiede garanzie sulle assunzioni, altrimenti le chiavi e la proprietà del bene.

Nel dettaglio, nella nuova bozza di accordo per la valorizzazione del maniero inviata a Roma, il Comune si impegna ad occuparsi di vigilanza, fruizione, comunicazione e accoglienza garantendo anche un investimento maggiore rispetto a quello del 2018.

Il Castello ha chiuso lo scorso 28 febbraio, un anno dopo la sua riapertura, avvenuta all’inizio del mese di novembre del 2017. Alla fine del 2018 il polo museale in provincia di Torino si è ritrovato a fare i conti con grosse difficoltà derivanti dalla carenza di personale. I pochi lavoratori distribuiti tra accoglienza e sorveglianza, erano in netta inferiorità rispetto al numero minimi per offrire un servizio adeguato.

Pertanto, il Castello, ente collegato al Mibac, ne ha disposto la momentanea chiusura. Attualmente, un solo dipendente vi lavora.

Per non consegnare all’abbandono il maniero, sono ora i Carabinieri a sorvegliare l’area e far accedere le scolaresche all’interno del complesso. Un tampone che dovrebbe essere presto sostituito da un’altra soluzione temporanea, che consisterebbe nell’inserimento di lavoratori interni di Ales (società interna proprio al Mibact) per poter mandare avanti le attività e limitare la carenza di personale.

La situazione è sicuramente spiacevole per chi, come il Comune e la Compagnia di San Paolo, aveva investito importanti risorse economiche, con risultati discreti. Lo scorso anno, con soli dodici giorni di visita al mese disponibili, gli ingressi sono stati 20mila. Non male, se si considerano tutti gli anni di chiusura dopo l’incendio.

Lo scorso giovedì 7 marzo, l’assessora regionale alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi, in risposta a un’interrogazione in Consiglio regionale aveva annunciato un’ipotesi di accordo con il sindaco Montagna per il ripristino della convenzione tra il Comune di Moncalieri, il Polo Museale e il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in modo tale da consentire la riapertura al pubblico del Castello.

Dunque, la città dovrà continuare a rinunciare fino a data da destinarsi al suo gioiello da poco ritrovato a causa della mancanza di personale. Un tesoro dal valore inestimabile, non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto da quello culturale.

Ora si attende la risposta di Roma alla richiesta del sindaco di Moncalieri per fare chiarezza sulla situazione e per far ripartire le attività, per il bene del Castello e per l’interesse dei turisti.

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