Cronaca di Torino

Il Santuario della Consolata è in rovina, serve un restauro

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“Servirebbe un miracolo per trovare il denaro necessario al restauro”. Queste le parole di don Michele Olivero, rettore del Santuario della Consolata, commentando le condizioni disastrose cui riversa la chiesa torinese che ad oggi è completamente transennata.

E l’appello al “cielo” non sembra nemmeno troppo vano visto che la cifra da trovare si aggira sui 600 mila euro per la riqualificazione.

E a nulla sono servite collette tra i fedeli e una cordata con enti e privati.

Solo un contributo del Comune di Torino di 70 mila euro ha permesso di programmare la messa in sicurezza della facciata esterna che per partire attende solo l’assegnazione dei lavori.

Il problema di fondo è la liqudità inesistente, “per mancanza di fondi il santuario fatica a far fronte alla manutenzione ordinaria” ha detto il segretario Marco Chiolerio, e si vede.

Calcinacci, colonnato pericolante e disappunto da parte dei fedeli

Ma non solo, un’ingiunzione del comune e, oltre al danno pure la beffa, l’improbabilità di festeggiare il 20 giugno la festa della patrona.

Insomma, il transennare è stata la cosa migliore da fare, visto che la situazione è oramai critica da più di tre anni e che un rattoppo con cestello elevatore non sarebbe stato risolutivo.

La cosa curiosa invece è che il luogo di culto è stata una tappa del Santo Padre, per gli amici Papa Francesco, che durante la domenica del 21 giugno scorso, in un primo pomeriggio, si è recato in preghiera. Che non si sia accorto delle condizioni pericolanti della struttura?

@D.G.

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