Urbanistica

La ruota panoramica si fa (e si farà) aspettare

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Duemilaundici. Poi duemilaquindici. E ancora si attende.

Parliamo della ruota panoramica di Torino, la “Turin Eye“, sul modello della più nota sorella londinese. Inizialmente doveva essere una delle “star” delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità, poi non se ne è fatto nulla.

La ruota panoramica si fa (e si farà) aspettare

Ma il progetto non è restato nel cassetto, tutt’altro: l’occasione buona sembrava quella dell’Expo, così vicina a Torino, evento nel quale la nostra città è stata non poco coinvolta. Si sono pensate una serie di location possibili, per ospitare quello che è in vero e proprio gigante, e che non occupa solo spazio in altezza.

Si era individuata l’area dell’Istituto Galileo Ferraris e di Torino Esposizioni, ma più di tutti i progetti, finora, ha potuto la burocrazia. Per questo il progetto di Fulvio Pelucchi, l’amministratore unico dell’azienda produttrice «Wonder Wheel» e da Massimo Piccaluga, attuale presidente dell’Associazione nazionale spettacoli viaggianti e numero due dell’Agis Piemonte, per ora è rimasto tale.

La ruota panoramica si fa (e si farà) aspettare

 

Soprintendenze, veti incrociati, e chi più ne ha più ne metta. L’ultimo dei quali è arrivato, facendo così perdere l’occasione Expo, dal Genio Civile, che ha imposto alla ruota un basamento antisismico. Non è cosa da poco, nè in termini di richiesta nè in termini di tempo che richiede: a La Stampa Pelucchi spiegava: «Ci hanno chiesto un sistema di ancoraggio straordinario dal costo non indifferente che ha ritardato notevolmente i lavori».

Comunque, è stato fatto, spendendo pare 100 mila euro. E adesso? Si attende l’approvazione da parte della Soprintendenza. Che non arriva.

La ruota di Torino, per ora, non gira.

Redazione M24

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