Ambiente

Fiume Po: avviata la candidatura a “Riserva della biosfera” dell’Unesco

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Come un frutto maturo cade il giorno/Dal ponte che cavalca il fiume suona un corno/Con uno strepito di gran cascata/un treno fora il vuoto su la via ferrata/I rumori pel silenzio stenografo/sfuman come figure d’un cinematografo/Il vento studia da flautista/Il cielo è svelto simile ad un trasformista/L’acqua che corre corre al mare/si tinge il viso di lillà crepuscolare/Dentro le case mirano a la riva/la loro immagine che sembra fuggitiva/In una barca piena di legumi/mentre le case sbocciano dei bianchi lumi/una donna con una guasta ventola/incita il fuoco sotto la sua vecchia pentola.

Torino - Il Po bagna le porte dell'Unesco: avviata la candidatura a "Riserva della biosfera"

Fonte di ispirazione per suggestive immagini poetiche, come in questa Crepuscolo sul Po di Corrado Govoni, imponente presenza nella Pianura Padana, misterioso custode di località a volte silenziose, a volte frastornanti: il nostro Po, il fiume più grande d’Italia, sembra essere a un passo dal raggiungere uno dei riconoscimenti più importanti a livello mondiale.

Conosciuto già dagli antichi Greci, e chiamato poi anche dai Romani “Eridano”, la sua esistenza è intessuta di mitologia e grandi eventi storici: gli edifici torinesi che si riflettono nelle sue acque sono solo un esempio della mescolanza consolidata nei secoli tra il suo inesorabile decorso naturale e la vita degli abitanti che con lui condividono gli spazi.

Per i torinesi in particolare il Po è parte integrante di tutti quegli elementi imprescindibili a una vista che possa riempire gli occhi della bellezza della città: uno sguardo all’elegante Piazza Vittorio, un altro alle colline verdi e calorose, e, in mezzo, lui.

Il Po bagna le porte dell'Unesco: avviata la candidatura a "Riserva della biosfera"

E uno dei tratti che colpiscono maggiormente l’osservatore è senza dubbio quello che va da Carmagnola a Chivasso: proprio quest’area sarà candidata a diventare “Riserva della biosfera” dichiarata dall’Unesco.

Il Comune di Torino ha appena presentato la richiesta; in Italia le riserve riconosciute sono già tredici, in Piemonte sono presenti la Valle del Ticino e l’area del Monviso.

Negli anni ’70 l’Unesco aveva avviato il programma Mab, “Man and Biosphere”, con l’obiettivo di migliorare il rapporto fra uomo e ambiente riducendo la perdita della biodiversità; questo ha portato col tempo al riconoscimento di diverse aree sia terrestri che marine da preservare in base alla conservazione delle risorse e allo sviluppo sostenibile.

Quest’anno la scadenza per la presentazione della candidatura è fissata per il 30 settembre: quelle che verranno saranno quindi giornate importanti per la raccolta delle adesioni degli 88 comuni coinvolti da parte del direttore del Parco del Po e della Collina Torinese, Ippolito Ostellino.

La commissione di valutazione dell’Unesco, poi,  si riunirà a marzo a Lima, in Perù, per esaminare la proposta.

 

Torino-Il Po bagna le porte dell'Unesco: avviata la candidatura a "Riserva della biosfera"

 

L’assessore all’ambiente Enzo Lavolta ha dichiarato che l’ottenimento di un tale riconoscimento «può diventare un volano di crescita e di conoscenza ambientale non solo per questi territori, ma per tutto il Piemonte.

L’area del Po e della collina torinese riveste un’importanza strategica per la valorizzazione dei beni ambientali e, in particolare, per lo sviluppo di un turismo in armonia con la natura, e in collaborazione con tutti i comuni coinvolti».

Ed è innegabile che la candidatura abbia creato un forte senso di unione e appartenenza tra tutti i comuni “bagnati” dalle acque del nostro fiume. Non resta altro da fare che incrociare le dita e aspettare, godendo nel frattempo di certe bellezze naturali che abbiamo la fortuna di avere sempre sotto gli occhi.

 

Manuela Marascio

 

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