Cronaca di Torino

È iniziata la guerra contro Uber

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Abituiamoci a trovarli fuori dalle discoteche, con una pettorina gialla di riconoscimento che informano chi ne è appena uscito sulle tariffe notturne e sui percorsi della auto bianche.

È iniziata la guerra contro Uber
È iniziata la guerra contro Uber

Stiamo parlando degli steward-tassisti ormai determinati ad iniziare una vera e propria lotta contro Uber, l’azienda californiana che, attraverso la sua app, fornisce trasporto automobilistico rigorosamente privato e a basso prezzo, una manna insomma per chi vuole spostarsi in maniera comoda e senza spendere troppo.

Peccato che quest’idea non piaccia affatto ai tassisti, non solo italiani, i quali lo considerano un servizio taxi illegale, e hanno deciso di mettere in atto questa iniziativa proprio per difendere i loro interessi.

“Andiamo dritti per la nostra strada. Dobbiamo promuovere il nostro lavoro e raggiungere un numero sempre più ampio di clienti” sono le parole di Federico Rolando, portavoce dei tassisti di Torino, spiegando il piano che è partito il weekend scorso e che, a quanto pare, ha già portato dei buoni risultati per i tassisti.

È iniziata la guerra contro Uber

Questo, ovviamente, per far scoraggiare i driver dell’app californiana che si sentiranno, in qualche maniera, minacciati dalla presenza dei tassisti, visti i litigi che già sono stati registrati a Milano (per esempio), ma il loro è un semplice atto per difendere la categoria e, soprattutto, il lavoro che per alcuni è vitale ed è stato seriamente minacciato da questo servizio di passaggi low cost.

Il progetto steward è partito, tra qualche tempo ne vedremo i risultati ma la cosa sicura è che le proteste saranno tante e in crescendo. Giuste o sbagliate? Questa è la domanda che ci si fa in questi casi ma forse bisognerebbe trovare un modo per far coesistere le due cose, o quantomeno trovare un punto di incontro, perché entrambe potrebbero portare benefici al traffico cittadino.

 

Luca Margaglione

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