Enogastronomia

Johar: benvenuti in Vanchiglia!

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Johar in Indiano significa Benvenuto.

 

E questo mese ci piace partire da qui. Da un benvenuto speciale nel quartiere di Vanchiglia.

 

Andremo a riscoprire i locali che stanno emergendo nuovi uno dopo l’altro. Quasi una San Salvario bis, ma con un’anima diversa. Vanchiglia è un quartiere che riesce ancora a rimanere celato nonostante il fermento artistico che nasconde. A mio avviso è un quartiere ancora in bianco e nero, in ogni via si celano artigiani e locali collaudati e nuovi.
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Abbiamo già parlato in qualche articolo fa della locanda leggera. Ora parleremo di un locale in cui è impossibile non fermarsi quando gli si passa davanti, perchè il nome da il benvenuto nel quartiere e forse nella sua anima. Johar è un negozio bar caffetteria, che nasce da una cooperativa sociale, persone unite da interessi comuni per il volontariato e la cooperazione nel sud del mondo.

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“Il sogno che unisce queste persone è, in sintesi, dare visibilità, continuità e solidità ad esperienze virtuose di cooperazione con il sud del mondo, specialmente legate a soggetti e realtà minoritarie, attivando nel contempo nella nostra città, Torino, nuove opportunità di lavoro sociale per i giovani e per persone disabili e svantaggiate.“

 

Le loro parole chiave sono: ben-essere, educazione alla non-violenza, eticità e uguaglianza,  socializzazione di giovani e bambini e musica intesa come forma di intrattenimento e di cultura.

Il locale è aperto, invoglia a entrare, wifi libero, tavolini rotondi in cui fare merenda, caffetteria, torte e croissant, caffe biologico, succhi di frutta di quelli buoni. Una parte di vestiti artigianali prodotti con tessuti indiani, l’angolo dello shopping, dall’altro mercato a diverse cooperative che collaborano con loro.

 

Quando sono entrata per caso, in un angolo avevano appena finito di fare una riunione su uno spettacolo teatrale nelle scuole e nell’altro si stavano preparando gli strumenti per una festa di compleanno privata. La sensazione è proprio quella di benvenuto così come dice il nome, quella successiva è la voglia di restare per qualche ora in questo angolo di mondo ritagliato a Vanchiglia.

 

Se andate in bici ricordatevi di passare in via Tarino dalla prima ciclo officina torinese, gonfiarvi la gomma senza doverlo chiedere come dice il cartello: il proprietario potrebbe raccontarvi storie di una vita sulla bici e sui libri che ha scritto con il fratello, sul muoversi nel mondo in bicicletta.

 

Valeria Saracco

 

Mi trovi anche su www.duecuorieunaforchetta.com

 

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