Cronaca di Torino

Turismo, Feste d’oro per Torino

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Renoir, il circuito Torino Musei, ma anche Juventus-Roma. Non si possono lamentare gli operatori turistici per come sono andate le Festività appena concluse. Certo, per avere dati concreti e tracciare un bilancio (soprattutto per fare confronti con anni d’oro come fu il 2010) è presto, ma le immagini di code, assembramenti e folla viste nelle ultime due settimane in Centro e in corrispondenza dei principali musei cittadini non lasciano spazio a dubbi.

Secondo l’Atl Turismo Torino,  la proposta torinese si è rivelata vincente con particolare riguardo a viaggi brevi. Insomma, la Mole è una perfetta meta da week end.

E i pochi numeri disponibili parlano chiaro: punte di 600 tessere museali emesse in un solo giorno (l’anno precedente ci si attestava su cifre nettamente inferiori, più o meno la metà). Gli alberghi durante le feste sono stati occupati per più del 50%, con picchi dell’80% in Centro e del sold out a Capodanno. Anche qui i numeri vanno letti, e non solo enunciati: significano infatti una crescita rispetto allo scorso anno, in un momento in cui il turismo nazionale langue e piange cali talvolta drammatici.

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E poi le 40 mila persone a Venaria durante le Feste, le 41 mila al Museo Egizio, le 12 mila a Palazzo Madama. E le code interminabili allo Juventus Museum, che hanno raggiunto picchi elevatissimi in occasione di Juventus-Roma il giorno prima dell’Epifania. Fra l’altro, match da tutto esaurito e altre 40 mila persone da mettere nei conti del turismo torinese (anche se molti tifosi vivono sotto la Mole o nei dintorni).

E poi le Montagne Olimpiche che, fanno sapere dalle Valli, hanno fatto registrare affluenze più che soddisfacenti.

Su tutti questi dati, uno è significativo e non poco: mentre il turismo della Penisola viene salvato dall’arrivo di stranieri, a Torino sembra che gli ospiti degli alberghi siano per la maggior parte italiani (addirittura il 70%), anche se non mancano russi e, novità, cittadini cinesi.

Un buon motivo per cominciare l’anno con un pò di ottimismo.

Andrea Besenzoni

                                           

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