Cronaca di Torino

Da oggi chiamatelo “Asilo Louis Vuitton Torino”

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L’Asilo Nido San Donato è uno dei più antichi di Torino. E ora sarà il primo asilo griffato della città. Posto in Via Saccarelli, nell’omonimo quartiere di San Donato, ha curato i piccoli torinesi per ben 125 anni. Inizialmente struttura privata, come molte altre scuole l’asilo nido si è poi convenzionato con il Comune.

Quest’anno, avrebbe dovuto ospitare diciannove bambini da zero a tre anni, ma la struttura era sull’orlo di un baratro: mensa inutilizzabile, e difficoltà economiche più che giustificate. Con il passare degli anni, il quartiere si è evoluto, ma ha mantenuto le sue radici popolari: l’asilo ha sempre contribuito al benessere degli abitanti del quartiere, concedendo un posto anche a chi faceva fatica, anche molta, a contribuire economicamente.

A salvare la scuola ci ha pensato SOS Villaggi dei Bambini, associazione no profit che l’opinione pubblica lega soprattutto a missioni nel Terzo Mondo, ma che si impegna anche al benessere dei più piccoli in tutta la penisola. L’idea, semplice ma geniale, è stata quella di sponsorizzare l’istituto. A intervenire, una delle più importanti griffe della moda mondiale, Louis Vuitton.

orari-asilo

 

La casa di moda, come suo solito, ha fatto le cose in grande: per prima cosa, sono stati restaurati la mensa e la terrazza, di nuovo sicuro ed utilizzabile. Presto, saranno allestiti anche un orto e una piscina. Poi, sarà lo sponsor a pagare il corredino a tutti gli ospiti dell’asilo, e perfino la retta alle famiglie più in difficoltà tra le diciannove che ogni mattina affidano i loro piccoli a questa struttura attiva dal 1887. Proprio un anno prima, Edmondo De Amicis aveva pubblicato Cuore. Certo questa non è una storia neanche lontanamente paragonabile a quelle di Franti e Garrone, ma si tratta pur sempre di scuola e di soluzioni per renderla più accessibile a tutti, fin dai primi passi. Se un marchio più aiutare ad avere una mensa a prova di pappetta, carta per le stampanti in tutte le classi delle elementari, magari un computer in più in una scuola superiore, allora la pubblicità a scuola è la benvenuta.

Giulia Ongaro

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