Cronaca di Torino

Un murales e la serranda è subito più bella

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Un rocchetto di filo, bottoni e un metro da sarta, una gigantesca rosa rossa in tutta la sua bellezza, un vecchietto baffuto che ribatte il tacco di una scarpa, un cesto di pane. Se vedere, la domenica o nei giorni di festa le vie della città, le serrande dei negozi grigie, spoglie e spesso sporche vi getta addosso un velo di depressione e tristezza potreste farvi un giro in via Madama Cristina dove, almeno nel tratto tra piazza Carducci e corso Raffaello, i negozi sono belli da vedere anche quando sono chiusi.
Per sopperire alla mancanza di insegne o rimediare all’impossibilità di lasciare alzata la serranda anche a negozio chiuso alcuni commercianti si sono inventati una soluzione al tempo stesso geniale e piacevole da vedere. Far dipingere sulle proprie saracinesche elementi che rimandano alla propria attività. E se è vero che la pubblicità è l’anima del commercio un’idea del genere non può che esserne una brillante dimostrazione.
Purtroppo il progetto non ha coinvolto tutti i negozianti della via lasciando così incompiuta quella che avrebbe potuto essere un’insolita galleria di murales, unica a Torino. Un esperimento che nei quartieri di alcune città italiane – Bologna e Roma su tutte – ed ancor più europee ha preso piede già da parecchi anni offrendo un antidoto alla lunga teoria di serrande abbassate.

Guido Costa

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