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Ospedale Regina Margherita, salvo bimbo che vive con un cuore artificiale da più di un anno

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Ospedale Regina Margherita, salvo un bambino di tre anni che viveva con un cuore artificiale da più di un anno: il cuore nuovo in arrivo da un bimbo di Bergamo

L’Ospedale Regina Margherita di nuovo protagonista di un intervento a lieto fine.
Ospedale Regina Margherita, salvo bimbo che vive con un cuore artificiale da più di un anno
Ospedale Regina Margherita, salvo bimbo che vive con un cuore artificiale da più di un anno
Un bambino di tre anni, affetto da una grave forma di cardiomiopatia dilatativa, è stato salvato grazie a un trapianto con il cuore di un bambino arrivato da Bergamo.
Dopo essere stato per ben 520 in giorni in lista d’attesa, è finalmente arrivata la donazione.
Il cuore del piccolo batteva grazie a un organo artificiale che lo costringeva però in una stanza d’ospedale.
Infatti, il bambino era ospite da 18 mesi dell’Ospedale infantile torinese, dove l’équipe della Cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita diretta da Carlo Pace Napoleone gli aveva impiantato il cuore artificiale.
Era stato necessario impiantare il cuore artificiale Berlin Heart, in quanto i luoghi tempi di attesa per un cuore pediatrico non avrebbero consentito al bambino di sopravvivere né di ricevere il trapianto.
Il piccolo paziente ha atteso il suo nuovo cuore nella sua stanza al sesto piano dell’Ospedale, nel reparto di Chirurgia Pediatrica diretto da Gabriella Agnoletti.
La riuscita del trapianto si deve anche alla collaborazione con l’équipe dell’Elisoccorso del 118 che ha messo a disposizione un volo per ridurre i tempi di trasporto del cuore da Bergamo.
Le condizioni preoperatorie del bambino non erano ottimali, però la ripresa è in lento miglioramento.
Al momento, il piccolo si trova ricoverato nel reparto di Terapia  Intensiva Cardiochirurgica diretta da Giorgio Ivani, in attesa che le sue condizioni migliorino e gli consentano di tornare a casa.
Dunque, l’Ospedale Regina Margherita si dimostra ancora una volta un’eccellenza della sanità torinese, grazie anche alla sinergia con le altre realtà d’Italia.


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