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Fusione FCA-PSA (Peugeot, Citroen e Opel), le voci di Bloomberg confermate a Ginevra

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Dagli Stati Uniti torna l’indiscrezione della fusione FCA-PSA (Peugeot, Citroen e Opel): le voci di Bloomberg confermate a Ginevra

 

Dagli Stati Uniti rimbalza, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, un’indiscrezione misteriosa: la possibile fusione FCA-PSA.

 

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Nel primo capitolo di questa vicenda, furono le richieste di Adw Capital Management, un fondo americano azionista di FCA, a far propendere per questa possibilità. In particolare, Fiat avrebbe potuto essere destinata alla fusione con PSA (Peugeot, Citroen e Opel) e, dunque, essere dedicata completamente all’Europa.

 

Una voce ripresa prima dall’autorevole settimanale americano Automotive News e, ora, da Bloomberg. La testata statunitense ha riportato alcuni tratti di questo scenario, che non è stato escluso dai vertici dei gruppi coinvolti. Questi ultimi, anzi, durante il Salone di Ginevra, hanno sottolineato la necessità di valutare le opzioni per rendere i gruppi più forti. In questo senso, è Peugeot a sembrare molto più vicina all’accorpamento a FCA. Lo stesso Manley ha lasciato intendere di non essere contrario a una simile prospettiva. I rappresentanti di PSA hanno invece direttamente confermato l’interesse.

 

Tra i punti cardine di questa riorganizzazione ci potrebbe essere il ritiro di Fiat dal mercato a stelle e strisce, in cui il marchio torinese non riesce ad ottenere risultati adeguati (come riportato anche diversi mesi fa). Al contrario, Fiat potrebbe essere lasciata all’Europa, dove pare avere molto più appeal. Pertanto potrebbe cooperare in maniera ottimale con PSA, che comprende appunto tre marchi di grande prestigio e popolarità come Peugeot, Citroen e Opel.

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Sembrano dunque ridursi le probabilità di un’alleanza con General Motors Ford negli USA. Qui sarà fondamentale il ruolo di Jeep, che sta regalando grandi soddisfazioni. Stesso discorso per le possibili collaborazioni con Kia e Hyundai, che paiono più di ipotetici partner già dalla scorsa estate.

 

Seguiranno sviluppi sulla vicenda: nell’attesa di conoscere di più circa il destino di Fiat Chrysler Automobiles, non resta che attendere le manovre e le potenziali sinergie in via di definizione. Sarà una svolta positiva per il gruppo e per i siti produttivi italiani? Forse una simile scelta potrebbe riportare nuova linfa per gli stabilimenti torinesi e, più in generale, del nostro Paese.