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29 gennaio 2012: muore Oscar Luigi Scalfaro, il terzo Presidente della Repubblica piemontese

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29 gennaio 2012: muore Oscar Luigi Scalfaro, il nono Presidente della Repubblica Italiana

Il 29 gennaio 2012, a Roma, muore Oscar Luigi ScalfaroPresidente della Repubblica dal 1992 al 1999.
Scalfaro nacque a Novara il 9 settembre 1918, dal barone napoletano Guglielmo e dall’astigiana Rosalia Ussino.
Proprio per il mix delle sue origini, Scalfaro amava definirsi come “figlio dell’Unità d’Italia”.
Si laureò in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Prima di abbandonare la carriera da magistrato e di iniziare quella politica, arrivò alla carica di Presidente dell’Azione Cattolica della Diocesi di Novara Delegato Regionale per il Piemonte.
Alle elezioni per l’Assemblea Costituente si presentò come candidato indipendente nella lista della Democrazia Cristiana e venne eletto con oltre 40mila preferenze.
Nel 1946, quindi, lasciò definitivamente la toga per la politica. Venne eletto a Torino, tra i più giovani nelle file della DC, all’Assemblea Costituente per redigere la nuova Costituzione Italiana.
Nella sua lunga carriera politica ha ricoperto la carica di Ministro dell’Interno nel Governo Craxi I, nel Governo Craxi II e nel Governo Fanfani VI. Nel Governo Andreotti II, invece, fu Ministro dell’Istruzione.
Il 24 aprile 1992 fu eletto Presidente della Camera dei Deputati, ma dopo solo un mese, il 25 maggio 1992, venne eletto Presidente della Repubblica Italiana, dopo le dimissioni del presidente Francesco Cossiga.
L’elezione di Scalfaro a Presidente della Repubblica fu molto travagliata a causa dello scandalo di Tangentopoli e della strage di Capaci che uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.
In qualità di Capo dello Stato ha conferito l’incarico di Presidente del Consiglio a Giuliano AmatoCarlo Azeglio CiampiSilvio BerlusconiLamberto DiniRomano Prodi e Massimo D’Alema.
Al termine del suo mandato, nel 1999, ricoprì la carica di senatore a vita fino al 29 gennaio di sette anni fa, quando si spense nel sonno a Roma.
Per volere di Scalfaro non ci fu il funerale di Stato come previsto dalla legge per i presidenti emeriti della Repubblica. Le esequie furono celebrate in forma privata e il feretro venne trasportato presso il cimitero di Cameri, in provincia di Novara.
Pochi giorni prima di morire, l’ex Presidente della Repubblica donò la casa di famiglia di Novara alla Comunità di Sant’Egidio per adibirla a struttura di accoglienza per i poveri.


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