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Torino, piazza San Carlo dormitorio di clochard: metà dei senzatetto sono italiani

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Torino, piazza San Carlo diventa dormitorio per clochard durante le festività: numerosi italiani, tanti preferiscono la strada ai container

Anche durante le festività piazza San Carlo si è trasformata in un dormitorio per clochard: di questi, almeno la metà sono italiani, che preferiscono la strada ai servizi del Comune.
Un punto di riferimento per i turisti e, soprattutto, per i torinesi, che si trova oggi ad affrontare forse il periodo più complicato della sua storia, almeno negli ultimi decenni
Una delle vicende che maggiormente simboleggiano è quella dei clochard Danilo e Federica. Per loro, diversi mesi fa, era stata trovata una sistemazione temporanea, ma i due avevano deciso di tornare a vivere in strada.
Nonostante Palazzo Civico abbia rafforzato i servizi di sostegno e accoglienza per i senzatetto, anche con nuovi container in piazza d’Armi, molti clochard preferiscono ancora trascorrere le nottate sotto i portici del Salotto Buono della città, esposti al grande freddo e senza la possibilità dei servizi pubblici a disposizione.
A questo e altri casi simili, l’amministrazione comunale aveva tentato di porre rimedio installando fioriere e altri elementi urbani, in modo da scoraggiare la formazione di altri giacigli.
L’addio del Caval ‘d Brons, la prossima chiusura di Olympic (annunciata per la primavera del 2019) e molti altri fattori stanno togliendo prestigio a una piazza già fortemente provata dalla crisi, che sta perdendo piano piano i suoi negozi storici. Una triste realtà che si unisce appunto all’arrivo dei senza fissa dimora, in costante aumento e incuranti delle condizioni meteorologiche.
Una situazione davvero complicata, che induce a riflettere sul da farsi e sulle soluzioni da adottare, per evitare che altre attività simbolo chiudano i battenti e per affrontare concretamente il tema della sicurezza, dato che alcuni angoli di piazza San Carlo (e non solo, in centro città) sono diventati ormai troppo bui e poco raccomandabili.
Occorre più che mai fermare un inesorabile declino che va avanti dalla tragica notte del 3 giugno 2017: una data che ha segnato particolare la storia di questo pezzo del cuore di Torino.


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