Storia

Expo 1911, quando Torino fu protagonista nel mondo

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Più di 110 anni si concluse Expo 1911, una delle esposizioni più importanti nella storia di Torino

L’esposizione Internazionale dell’Industria e del Lavoro (così era il suo nome completo) fu organizzata a Torino insieme con le manifestazioni di Roma e Firenze. Un evento per celebrare il cinquantenario dell’unità d’Italia e durò per il periodo di tempo compreso dal 29 aprile al 31 ottobre 1911.

L’evento sarebbe stato l’iniziativa più grandiosa e grande a Torino fino a Expo 1961 e alle indimenticate Olimpiadi Invernali del 2006.

Expo 1911 si tenne al parco del Valentino, tradizionale location delle manifestazioni cittadine di grandi dimensioni nella nostra città, con la benedizione del re Vittorio Emanuele III.

Expo 1911, il 31 ottobre si concludeva a Torino

Per l’occasione la rete ferroviaria attivò addirittura delle tariffe di favore per coloro che viaggiavano su Torino o che si spostavano lungo la tratta che legava le tre città coinvolte nell’Expo. Vennero promulgati degli sconti sul biglietto di ingresso per i viaggiatori.

Queste agevolazioni, indubbiamente innovative per l’epoca, si ponevano l’obiettivo di attirare quanto più pubblico possibile alla kermesse di eventi che l’Expo metteva a disposizione.

Per mesi al parco del Valentino e nel resto di Torino si susseguirono concorsi, mostre, concerti ed esibizioni di varia natura, tra cui è rimasta nella storia l’inaugurazione del Campo Volo di Mirafiori a seguito della gara di aviazione tra Roma e Torino proposta nei primi giorni di giugno di quell’anno.

Expo 1911, il 31 ottobre si concludeva a Torino

Vediamo nascere il museo dedicato a Cesare Lombroso e il Palazzo delle Poste, la ristrutturazione dell’isolato San Matteo (vie Cernaia-Botero-Stampatori-Rodi) con l’edificazione di nuove strutture, come il palazzo delle Assicurazioni Venezia ed il suo leone che vigila su piazza Solferino. Sorgono il Palazzo della Stampa, dell’Arte, della Moda ed infine tutti gli edifici delle diverse nazioni.

Per rendersi conto dell’epoca, si pensi che parteciparono rappresentazioni dell’Impero Austro-Ungarico e dell’Impero Russo; insomma, lo scacchiere geopolitico era un poco diverso da oggi, ma da lì a breve sarebbe presto cambiato.

Gli edifici “esteri” furono collocati vicino al Borgo Medievale e alle rive del Po,

più precisamente tra le ombre del Parco del Valentino e sulla riva opposta, tra ponte Umberto I e borgo Pilonetto.

La progettazione di ogni struttura passò tra le mani di nomi importanti per la città sotto la Mole: Stefano Molli, Pietro Fenoglio e Giacomo Salvadori che a quanto pare si ispirarono alle opere di Juvarra

Architetto che negli anni tra il 1714 ed il 1733 firmò a Torino numerose opere:  basilica di Superga, palazzina di Stupinigi, Reggia di Venaria, Palazzo Madama.

Il concetto cardine che mosse l’intero evento fu quello di aiutare l’uomo in ogni suo campo, con l’innovazione e la tecnologia allora attuali, per semplificare le attività, qualsiasi esse fossero.

Vennero toccati 26 settori, dall’insegnamento ai servizi postali, dalla navigazione aerea all’agricoltura, dalla Stampa alla Difesa; è possibile visionare il catalogo ufficiale QUI. Si noti che il gruppo XXV (purtroppo non presente) parla di Colonizzazione, colonie e emigrazione, altri tempi certo, ma per certi versi molto attuali.

Agoni sportivi, spettacoli teatrali e orchestrali colorarono la capitale sabauda per mesi, insieme con osare e dimostrazioni di apparecchi meccanici innovativi per l’epoca.

Dopo la chiusura dell’evento non rimasero molte strutture poiché, come era tradizione a Torino all’epoca, la maggior parte di esse erano state concepite come smontabili e legate all’evento.

Torino tuttavia dall’Expo del 1911 ottenne prestigio, attenzione e notevoli miglioramenti a livello sociale, come sarebbe poi successo con tutti gli altri eventi che avrebbero seguito i festeggiamenti del cinquantenario dell’unità d’Italia.

Anche più di un secolo fa insomma, Torino era votata alle celebrazioni e ai miglioramenti. I mega eventi fanno parte da sempre della storia della nostra città.

All’epoca dell’Esposizione del 1911, si pensi che l’antica città romana contava 366.528 abitanti, con i turisti si arrivò a quota 427.106; circa il 17% di popolazione in più. Insomma, una cifra notevole giustificata quasi certamente dalla bravura degli operai, degli architetti e della municipalità, e che a distanza di ben 104 anni possiamo ritrovare QUI, in un antico filmato b/n che ai nostri occhi rende Torino una città magica, al sapor di sogno.

Francesca Palumbo

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